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Nesso causale nelle patologie da missione: come documentarlo e difenderlo davanti al Co.V.C.S.

Il riconoscimento delle patologie da missione rappresenta uno degli ambiti più complessi del diritto militare, perché richiede di dimostrare il collegamento tra l’attività svolta durante il servizio e l’insorgenza dell’infermità. Questo collegamento prende il nome di nesso causale e costituisce l’elemento centrale per ottenere il riconoscimento della causa di servizio, dei benefici spettanti alle Vittime del Dovere e delle relative forme di tutela previste dalla normativa.

Nel procedimento amministrativo, il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio (Co.V.C.S.) svolge un ruolo determinante, poiché è l’organo competente a esprimere il parere sulla dipendenza dell’infermità da fatti di servizio. Tale competenza è prevista dall’art. 11 del D.P.R. 29 ottobre 2001 n. 461, che disciplina il procedimento per il riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio.

Per il personale militare impiegato in missioni operative, il percorso di riconoscimento può riguardare esposizioni, condizioni ambientali particolari, attività operative o situazioni di rischio specifiche. In questi casi, una corretta ricostruzione del rapporto tra servizio svolto e patologia rappresenta il passaggio decisivo per tutelare i propri diritti.

 

Il ruolo del Co.V.C.S. nella valutazione del nesso causale nelle patologie da missione

La dimostrazione del nesso causale nelle patologie da missione richiede un’analisi approfondita degli elementi che collegano l’attività di servizio all’evento dannoso. Il Co.V.C.S., infatti, non valuta soltanto l’esistenza della patologia, ma deve stabilire se sussista un rapporto diretto o concausale tra le condizioni operative affrontate dal militare e l’infermità denunciata.

È fondamentale distinguere i ruoli degli organi coinvolti nel procedimento. La Commissione Medica Ospedaliera (CMO) si occupa degli aspetti tecnici relativi all’accertamento dell’infermità e alla valutazione dell’invalidità, mentre il Co.V.C.S. è l’unico organo chiamato a pronunciarsi sulla dipendenza da causa di servizio. Per questo motivo, un eventuale parere negativo del Comitato non determina automaticamente la perdita dei diritti del militare. Il provvedimento può essere contestato attraverso osservazioni, memorie difensive o ricorsi amministrativi e giudiziari, dimostrando che il collegamento tra missione e patologia è stato valutato in modo incompleto o non conforme ai principi stabiliti dalla normativa vigente.

La tutela del militare deve inoltre considerare la disciplina sulle Vittime del Dovere, prevista dall’art. 1, commi 563 e 564, della L. 23 dicembre 2005 n. 266, che riconosce specifiche forme di protezione a coloro che abbiano subito infermità in particolari condizioni operative o ambientali.

Come difendere il nesso causale e ottenere il riconoscimento dei propri diritti

La corretta impostazione della richiesta di riconoscimento della causa di servizio richiede una ricostruzione precisa degli eventi che hanno caratterizzato la missione militare. È necessario evidenziare il tipo di attività svolta, le condizioni operative affrontate, il periodo di impiego e ogni elemento utile a dimostrare il collegamento tra servizio e patologia.

Nel procedimento davanti al Co.V.C.S., la strategia difensiva assume un ruolo fondamentale. Un parere negativo può essere oggetto di contestazione quando non tiene adeguatamente conto delle circostanze concrete del servizio prestato o quando non considera correttamente il principio della concausalità efficiente e determinante previsto dall’ordinamento.

La giurisprudenza amministrativa ha più volte evidenziato che, nell’ambito della causa di servizio militare, non è sempre necessario dimostrare che il servizio sia stato l’unica causa dell’infermità, ma che abbia contribuito in maniera rilevante alla sua insorgenza o aggravamento.

Per ottenere la tutela prevista dalla legge, è quindi essenziale affidarsi a un professionista esperto in ricorsi causa di servizio, riconoscimento Vittime del Dovere e procedimenti davanti al Comitato di Verifica per le Cause di Servizio. Per una valutazione approfondita della propria posizione è possibile contattare lo Studio Legale Angelo Fiore Tartaglia, punto di riferimento trentennale nel settore del diritto militare.